Caciocavallo
Si riconosce prima ancora di assaggiarlo.
Il corpo tondo, la testina sopra, la corda stretta nel mezzo. Quella forma non è decorazione: serve per appenderlo, ed è così che stagiona, due per volta a cavallo di un bastone. Da lì viene il nome.
La pasta si fila a mano nell'acqua calda, come la provola, poi si chiude e si lega. Nei mesi che seguono la pelle si asciuga e prende il colore del grano, la pasta si compatta e il sapore si fa pieno.
Si taglia a fette spesse e si mette sul fuoco. È il formaggio che dà il meglio quando si scalda.
Origine: Isola di Capo Rizzuto (KR)
4-6 mesi di stagionatura
Tre modi per gustarlo
Alla piastra, a fette spesse
Fette da un dito su una padella rovente, senza olio. Due minuti per lato: fuori fa la crosta, dentro si scioglie. Pepe, pane, e si mangia subito prima che si raffreddi.
Melanzane o peperoni al forno
Verdure in teglia con il pomodoro, e il caciocavallo a fette sopra negli ultimi dieci minuti. Fila senza rilasciare acqua, e tiene il piatto insieme.
Su pane caldo, con l'origano
Pane appena tostato e le fette sottili sopra, che si ammorbidiscono da sole. Un filo d'olio, origano. Due minuti e la merenda è fatta.
Conservazione
Conservare in frigorifero (+4°C / +8°C). Dopo l'apertura, conservare avvolto in carta idonea.
Come lo facciamo
Latte bovino biologico della nostra mandria, lavorato lo stesso giorno. La cagliata viene filata a mano nell'acqua calda, chiusa e legata con la corda. Poi appeso a stagionare per quattro o sei mesi, girato e controllato fino alla fine. Nessun additivo, nessun conservante.
Forma del Caciocavallo
Come esce dalla stagionatura, con la pelle intatta e la corda ancora legata. Si conserva più a lungo e continua a maturare anche a casa tua.
Il peso può variare leggermente: ogni forma è fatta a mano e nessuna è identica all'altra.